Salento architettura
Come sono nate
Le Volte - cenni storici
I precedenti più lontani dell'arco e della volta, risalenti presumibilmente al terzo millennio a.C., sono stati individuati in costruzioni dell’Egitto e della Mesopotamia e sono legati alla produzione dei mattoni, di argilla e paglia tritata, disseccati al sole.
L'impiego dell'arco nei portali delle case e l'uso delle volte a copertura dei canali di scolo fu diffuso anche nella civiltà sumerica.
Ma prima che si giungesse all’utilizzazione sistematica di tali elementi costruttivi si realizzavano apparecchiature molto rudimentali: i primi costruttori pelasgici, ad esempio, adottarono la disposizione «a capanna»: a copertura delle pareti su pianta circolare veniva poggiato il tetto a forma cono costituito da una serie di bastoni affiancati e convergenti al centro, verso l'estremità superiore di un palo infisso al centro della capanna e a questo legati.
E’ stato anche ipotizzato che un tipo analogo, ma cupoliforme e coperto di terra, possa ritenersi il primo seme di costruzioni di cupole con argilla. Tali forme nell'area mediterranea sono, poi, apparse nei cosiddetti trulli.
Di particolare rilevanza sono poi le volte a “tholos” in pietra squadrata della cultura micenea.
La struttura a volta era anche conosciuta dai Greci che però non la utilizzarono. Fu invece molto utilizzato dagli Etruschi prima e dai Romani poi. Questi ultimi non derivarono l’uso della volta dalla tradizione Etrusca così come avvenne per numerosi altri usi e costumi; ciò è testimoniato dal fatto che i primi rinvenimenti di strutture voltate risalgono solo all’epoca repubblicana di Roma. Le cupole romane hanno come sezione meridiana un semicerchio. Le tipologie più antiche di volte romane venivano costruite utilizzando centine in legno che sostenevano la cupola fin tanto i cocci non avessero fatto presa tra di loro. L’evoluzione della tecnica romana trova una delle sue massime espressioni nell’edificazione del Pantheon.
La grande esperienza costruttiva dei romani venne ereditata dai Bizantini che la connubiarono con le tradizioni orientali.
La costruzione della volta ogivale, che si generalizza dalla metà del XII secolo in poi, è il risultato delle esperienze dei tagliapietre, che sceglievano e lavoravano i materiali di migliore qualità. Un'invenzione rivoluzionaria di tale secolo, “l'arco rampante” servì non solo a fornire contrafforti efficaci contro le spinte delle volte a crociera, permettendo, quindi, di innalzare edifici sempre più alti, ma anche a salvare dalla rovina molte volte antiche minacciate di crollo.
Nel periodo rinascimentale lo spolvero delle tradizioni costruttive classiche conduce ad uno rifiorire di edifici e di cupole ottagonali. Di questo periodo sono grandi studiosi quali il Brunelleschi ed l’Alberti.
Le costruzioni voltate subiscono, durante il XVII e il XVIII secolo, sostanziali trasformazioni sia in Italia che all'estero. Per adattare gli spazi dei monumenti medioevali e rinascimentali al nuovo gusto ed alle nuove esigenze figurative l'architetto barocco non esita a utilizzare le strutture preesistenti, plasmandole e conferendo una spazialità a lui più congeniale;
La cupola nell'età barocca diventa una forma architettonica pura e semplice, che non esprime più intenzionalità religiosa, ma si espone sempre alla contemplazione di tutti.
La volta, peraltro, diventa un elemento costruttivo di impiego corrente e come tale caratterizza le case comuni, gli edifici pubblici, i portici, oltre che i palazzi patrizi e le emergenze architettoniche, assumendo dovunque caratteristiche fisse, derivanti da norme che consigliano profili, materiali, spessori adeguati alle dimensioni e ai carichi.